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Se il mercato ci vuole morti |
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Scritto da Stefano Diodati
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Giovedì 17 Giugno 2010 12:29 |
L'oro nero in Abruzzo è bigiotteria. Lo dicono i tecnici, è un fango altamente corrosivo e denso il cui indice API è di 12, indice elaborato dall'American Petroleum Institute, la massima organizzazione professionale statunitense del campo dell'ingegneria petrolchimica e chimica. Il petrolio migliore, texano, ha indice 40. Le sabbie bituminose canadesi si attestano sull'otto. Si tratta del greggio peggiore. Cosa spinge le industrie del petrolchimico, spesso multinazionali statunitensi, ad investire in una materia prima tanto scadente? Si sa che le imprese tendono alla massimizzazione del profitto, ai propri interessi economici per struttura, per natura. Gli interessi di tutti, i diritti non già nostri, ma di chi deve ancora arrivare, è la comunità che se ne deve far carico, lo Stato, la Repubblica.
La nostra legislazione chiede un misero 7% di royalties su quello che dichiarano, un po' come arrendersi. Negli altri paesi si varia dal 30% all'80%. La nostra legislazione non prevede un limite di distanza minma dalla costa per le perforazioni, negli U.S.A. 160 km di limite non sono bastati a evitare il disastro. Immaginatevi se si fosse stati a ridosso delle città, delle spiagge, dei vitigni e degli uliveti. Ma spariranno, l'enogastronomia, la regione dei parchi e del turismo verde subirà per il 50% del territorio estrazioni, sarà contaminata l'acqua, l'aria, il mare, la terra. Trascurabili i posti di lavoro che verranno creati, neanche l'1% delle royalties giungerà agli enti locali avvelenati. Chi ha creduto alle promesse del governatore Chiodi forse più amaramente degli altri lo ha veduto chinare il capo e svendere la sua terra, la nostra terra.Gli abruzzesi che si ribellano allo scempio, si sono organizzati nei comitati, altri nei partiti del centrosinistra. L'Officina è lieta di ospitare venerdì 18 giugno alle 18:00 il Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni per discuterne, per raccogliere firme, informarsi per essere consapevoli, informarsi per agire. E' la terra tua, difendila.
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 17 Giugno 2010 12:37 )
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vedere l'abruzzo, da sempre simbolo del verde italiano, violentato da questa ipotesi, sinceramente mi fa un po' ribrezzo, e soprattutto molta paura.
in un presente dove si rincorre sempre di più l'idea di un ambiente sano, del biologico, di energie alternative e delle vacanze bio sostenibili, cosa si fa qui?!? si torna indietro ...
loro, i vertici, non se ne preoccupano. forse sono ancora fermi nella stupida convinzione che "certe cose" accadono solo agli altri.
cercherò di esserci ;)