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Contributo alla Prima Assemblea Regionale dei Giovani Democratici Abruzzesi
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Scritto da Giorgio Giannella   
Venerdì 09 Gennaio 2009 15:07

Dopo il risultato delle primarie e dopo la grave sconfitta regionale del Partito, ci sembra opportuno 

condividere delle riflessioni e delle scelte politiche da assumere già nella prima assemblea regionale 

dei giovani democratici abruzzesi. 

Scriviamo quanto segue perché riteniamo un obbligo quello di adoperarci per compiere uno sforzo 

maggiore rispetto a quanto delineato in documenti pieni di buone intenzioni, convinti dell’attuale 

necessità di svolgere una attenta analisi del voto come della indispensabile declinazione della 

funzione della giovanile all’interno del partito, tentando di consegnarle un ruolo chiaro che stenta 

ancora ad avere. 

 

Sebbene siamo tra le regioni che possono vantare il maggior numero di voti alle primarie della 

giovanile, il risultato politico delle regionali dimezza se non azzera un esito che appare alquanto 

fallace, l’errore più grave che l’attuale gruppo di eletti alla regione può compiere è quello di far 

finta che non sia accaduto niente e procedere con le dovute liturgie aspettando momenti migliori per 

emergere. 

In principio la giovanile era un luogo aperto e meno formale del partito, predisposto per la selezione 

e l’avvicinamento dei giovani alla politica, un luogo tanto aggregativo quanto selettivo, palestra 

politica e di vita. 

Questo è servito fino a quando si è ritenuto, a ragione, che i partiti fossero i naturali soggetti 

deputati a svolgere un ruolo Politico nella società. 

La giovanile del “partito nuovo”, compresa tra i 14 ed i 29 anni (idea che non brilla di originalità) 

invece ha eletto in maniera diretta solo il segretario nazionale, scelta opinabile per chi dovrebbe 

costruire un partito federale e procedendo di conseguenza velocemente all’elezione del segretario 

regionale posticipando sui i temi e le proposte il confronto. 

Rimane curiosa l’equilibrista pratica di misurare anche i giovani con la moderna panacea politica(le 

primarie) sottoponendoli ad una competizione senza liste contrapposte per evitare il confronto di 

idee e di progetti, prediligendo la creativa “preferenza a lista unica aperta” dove il singolo ragazzo 

esprime se stesso o peggio il gregario di clan il più delle volte apolitici. 

Basterebbe questo per comprendere come dirigenti nazionali smaniosi di ricettari della moderna 

politica, allontanano un valore principale di questa disciplina che è la Serietà, creando continui 

momenti di fittizia democrazia diretta dove si conosce chi ma non cosa si vota. 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Gennaio 2009 15:37 )
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Considerazioni sul Centro-Sinistra Abruzzese
Scritto da Stefano Diodati   
Lunedì 29 Dicembre 2008 15:21

Quando quel che resta di un partito è poco al di fuori delle carceri e dei domiciliari, forse non c’è molto da stare allegri. Quando quel partito non è il Psi di Bettino il ladro tunisino o l’associazione PerDeLinquere servi di silvio, c’è da stare disperati.
Non vi sono scuse o argomenti in grado di reggere la difesa dell’attuale classe dirigente democratica abruzzese, difesa che s’infrange dinanzi alla disonestà e alla completa, tremenda, incapacità politica. Così belli e bravi da convincere gli elettori che, in fondo, era irta, scomoda e inutile la strada per il seggio.
Eppure in un Partito che ha la pretesa sensata di rappresentare un’Atra parte degli italiani e un Altro modo di fare politica non è possibile che sia la magistratura l’unico strumento per rimuovere le mele marce dalla sua classe dirigente, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati fino alla sentenza definitiva. 
Eppure sono giorni, anni e secoli che si racconta che la sinistra non sia in grado di comunicare ciò che di buono fa, comunicare la propria identità, comunicare la propria preziosa diversità. Forse non è così. Forse non è pura e semplice questione di marketing.
Abbiamo bisogno di un partito coraggioso e intransigente, abbiamo bisogno di trovare un hobby a molti dei nostri dirigenti. E non deve essere la politica.
Si è detto: che sconfitta contare gli indagati tra gli ex dl e gli ex ds. Può essere insano e inutile a livello nazionale. Noi, modestamente, in abruzzo ancora una volta differiamo, non abbiamo bisogno di tempi lunghi per riempire le due liste. Abbiamo scogli sporchi sulle spalle, abbiamo pesanti eredità cristiane e democratiche, pie e potenti. Leucanthemum vulgare, la margherita comune è una pianta erbacea perenne. Perché Margherita è il vento e non sa che può far male, diceva Cocciante.
Questo partito deve smettere di essere convinto di sedurre i cittadini con lunghe e noiosi discussioni su regole interne e strutturazione, deve smettere di chiamare i cittadini al voto delle primarie anche per decidere l’arredamento dei circoli. Questo partito deve discutere di contenuti politici e deve tornare a non arrossire dinanzi alla parola sinistra. Tentato dall’appeal della destra e scimmiottandolo goffamente con qualche senso di colpa il pd ha perso dovunque.
Questo partito deve essere di sinistra. 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 29 Dicembre 2008 15:32 )
 
Manifestazione Studentesca Unitaria
Scritto da Giuseppe   
Lunedì 10 Novembre 2008 20:20

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 13 Novembre 2008 09:33 )
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